Approvati tre atti in Consiglio regionale: territori al centro.

Il Consiglio regionale del Lazio ha approvato tre atti importanti per il territorio regionale: la proposta di legge regionale “Piano straordinario di interventi settoriali e intersettoriali per lo sviluppo economico e la valorizzazione territoriale dell’Etruria meridionale”; Il testo unificato “Disposizioni per la salvaguardia, valorizzazione ed esercizio dell’apicoltura”; la proposta di deliberazione consiliare “Piano settoriale di intervento per la tutela delle risorse genetiche autoctone di interesse agrario (LR 15/2000). Quinquennio 2022-2027”.

 

Si tratta di atti importanti per i nostri territori, che intervengono direttamente sul tessuto produttivo della Regione Lazio, incentivando le attività imprenditoriali, lo sviluppo delle infrastrutture e le realtà agricole e rurali. Grazie alle consigliere e ai consiglieri di maggioranza e opposizione per il lavoro svolto.

Per la prima legge “Piano straordinario di interventi settoriali e intersettoriali per lo sviluppo economico e la valorizzazione territoriale dell’Etruria meridionale”:

Si detta un’apposita disciplina per favorire, attraverso interventi settoriali e intersettoriali, lo sviluppo strategico delle zone facenti parte dell’Etruria meridionale, un territorio che coinvolge i comuni di Allumiere, Bracciano, Canale Monterano, Tolfa, Manziana, Anguillara Sabazia, Trevignano romano, Ladispoli, Cerveteri, Civitavecchia, Tuscania, Tolfa, Monte Romano, Montalto di Castro, Santa Marinella e Fiumicino.

L’obiettivo della legge è quello di predisporre un Piano di interventi volto alla valorizzazione ambientale, all’implementazione delle infrastrutture viarie e portuali, allo sviluppo economico e produttivo, agricolo, turistico e culturale. Per la predisposizione del Piano è istituita, presso l’Assessorato competente in materia di Sviluppo economico, la Consulta dei soggetti attuatori.

Per quanto riguarda il secondo provvedimento “Disposizioni per la salvaguardia, valorizzazione ed esercizio dell’apicoltura”:

Si tratta di un testo unificato sulla tutela dell’apicoltura, uno dei settori fondamentali per l’imprenditoria agricola del nostro territorio regionale. Si è reso opportuno un aggiornamento della normativa regionale di riferimento, che risaliva al 1988, anche alla luce delle novità introdotte dalla legislazione nazionale. Uno degli obiettivi fondamentali della legge è quello di garantire una maggiore tutela delle api e degli insetti pronubi dalle sostanze tossiche di impiego agricolo, con l’introduzione di opportune sanzioni in materia di divieti e sanzioni. Importante è la previsione della concessione di contributi ad alcuni soggetti individuati all’interno della disposizione, così come l’introduzione del Documento programmatico triennale per l’apicoltura e la Consulta apistica regionale.

Relativamente alla terza disposizione “Piano settoriale di intervento per la tutela delle risorse genetiche autoctone di interesse agrario (LR 15/2000). Quinquennio 2022-2027”:

Il Piano settoriale di intervento è strumento fondamentale previsto dalla legge per la tutela della biodiversità in agricoltura e per il recupero e la valorizzazione delle risorse a rischio di erosione genetica, tra i suoi obiettivi ci sono: favorire le iniziative pubbliche e private che tendano alla conservazione della biodiversità autoctona di interesse agrario e a diffondere le conoscenze e le innovazioni per l’uso e la valorizzazione di materiali e prodotti autoctoni; assumere direttamente iniziative specifiche atte alla tutela, miglioramento, moltiplicazione e valorizzazione delle risorse genetiche autoctone; prevedere specifiche iniziative per incentivare gli operatori che aderiscono alla “Rete di Conservazione e Sicurezza” e che detengono risorse genetiche tutelate; conservare e promuovere elevati livelli di diversità negli ecosistemi agricoli e simi-naturali regionali, al fine di creare sistemi più resilienti, capaci di mitigare l’impatto dei cambiamenti climatici; promuovere nel territorio investimenti innovativi, favorendo processi di aggregazione territoriale.

Tra gli interventi previsti segnaliamo: censimento, caratterizzazione e catalogazione delle risorse genetiche; iscrizione delle risorse genetiche al Registro Volontari Regionale e all’Anagrafe Nazionale; conservazione in situ/on farm. Rete di Conservazione e Sicurezza. Rete Nazionale della biodiversità di interesse agricolo e alimentare; conservazione ex situ; valorizzazione dei prodotti (ricordiamo l’interessante esperienza della realtà associativa “Pizzutello bianco e nero di Tivoli”) informazione e divulgazione; programma di Sviluppo Rurale Lazio e biodiversità.

Le attività previste nel Piano saranno sviluppate in dettaglio in Programmi Operativi Annuali, che saranno predisposti per ognuna delle annualità che ricadono nel quinquennio. Il Piano settoriale quinquennale sarà attuato dall’Arsial.

 

 

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